Anassimandro nacque a Mileto intorno al 610 a.C. Fu discepolo di Talete e prese parte alla vita politica, ma il suo interesse prevalente erano le ricerche naturalistiche e tecniche.Anassimandro è considerato l'autore di un'opera intitolata "Sulla natura" - di cui possediamo solo alcuni frammenti in cui sviluppa la teoria dell'ápeiron, parola che significa "senza confini", "sconfinato", e della costituzione del mondo.
Anassimandro abbandona l'idea che all'origine possa esserci un elemento specifico e dà un'interpretazione complessiva della realtà.
Anassimandro ritiene che il modo in cui le cose derivano dalla sostanza primordiale sia un processo di separazione e differenziazione governato da una legge necessaria, chiamata in modo tradizionale Dike (la Giustizia).
Secondo Anassimandro la separazione avviene attraverso un movimento rotatorio, in virtù del quale caldo e freddo, secco e umido, e tutti gli altri contrari si sviluppano.
Tramite questa separazione si generano infiniti mondi, destinati a dissolversi e a ricomporsi, secondo un ciclo che ha una durata eterna.
La separazione, pur essendo alla base della vita, è allo stesso tempo fonte di infelicità, in quanto gli individui mantengono una nostalgia per il "tutto originario" da cui derivano.
