sabato 7 aprile 2018

Il mito del carro e dell'auriga

Nel Fedro compare il mito del carro alato. Un dialogo massimamente dedicato all' Immortalità dell'anima illustra l'incarnazione. L'anima è raffigurata come un cocchio su cui si trova un auriga che governa una coppia di cavalli alati. L'anima viene guidata al seguito degli dei, nella regione che è la sede dell'essere, cioè della vera sostanza (ousia). Tale sostanza non è altro che il mondo delle idee, descritto come un'essenza contemplabile solo dall'intelletto. Ogni anima vuole attingere ciò che le è proprio, contemplando la verità, di cui si nutre e gode. I due cavalli sono in perenne conflitto tra loro in quanto uno, il cavallo bianco, è buono e di razza l'altro, il cavallo nero, no: il primo è simbolo delle energie psichiche, della forza d'animo e tende a rimanere nel mondo delle idee; il secondo è simbolo dei desideri e cerca di spingere l'auriga verso il mondo sensibile, verso l'incarnazione. L'auriga è simbolo della ragione che ha il compito di tenere a freno le passioni e di bilanciare l'impeto del cavallo nero. Quando non ci riesce, l'anima dal cielo precipita su questa terra, s'incarna in un corpo e così perde la visione delle essenze.
Nel Fedro viene descritto il concetto di amore platonico, ossia un amore sublime, non legato alla dimensione sessuale e alla dimensione passionale. Si tratta di un amore puro, che conduce la conoscenza verso l'assoluto.

Nel Fedro Platone descrive una delle quattro prove che fornisce dell'immortalità dell'anima, argomentazioni che testimoniano l'influenza dei pitagorici.
1-prova dei contrari: richiamo la filosofia di Eraclito, l'idea dei contrari che alimenta continuamente la vita fa sì che tutto muoia nel fenomeno che chiamiamo morte ma in realtà dalla morte scaturisce la vita pensando che solo il corpo sia coinvolto in questo meccanismo e l'anima n'è esclusa con la morte termina solo la vita del corpo mentre per l'anima è una liberazione.
2-prova della reminiscenza: (un po' quella del Menone). Si pone il problema di quando siano state fissate le idee. Quindi l'anima si mantiene dopo la morte del corpo stesso. L'anima è superiore nei confronti del corpo.
3- prova dell'analogia dell'anima con le idee:tutto ciò che è visibile all'occhio fisico è soggetto a decadimento, le idee invece, oggetto di una visione intellettuale, sono perfette immutabili, immortali. L'anima essendo partecipe della natura delle idee è immortale.
4- prova che parla delle anime come principio di vitalità: ogni cosa esistente trova il suo principio di vita nell'anima. Se l'anima è principio di vitalità non può tradursi nel suo contrario, quindi l'idea della morte dell'anima significherebbe non accettare la vita.

mercoledì 7 marzo 2018

Platone

  • Platone, figlio di Aristone è stato un filosofo greco antico. Assieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele ha posto le basi del pensiero filosofico occidentale.
  • Aristone, un suo maestro di ginnastica, lo chiamò per la larghezza delle spalle "Platone" (dal greco platys che significa "ampio")
  • Quando Platone conobbe Socrate distrusse tutte le sue composizioni poetiche per dedicarsi completamente alla filosofia
  • Platone vuole evidenziare col ricorso al dialogo la superiorità del discorso orale rispetto allo scritto. Il discorso orale permette un immediato scambio di opinioni sul tema in discussione
  • La gnoseologia chiamata anche teoria della conoscenza, è quella branca della filosofia che si occupa dello studio della conoscenza
  • I dialoghi platonici sono caratterizzati da personaggi che esprimono ognuno una propria opinione: conversano tra loro, fanno domande e danno risposte, manifestano un differente punto di vista su un tema comune.
  • Le idee di cui parla Platone sono vere e proprie entità di natura differente rispetto al sensibile e indipendenti dalla nostra mente, a cui facciamo riferimento nel momento in cui pensiamo: esse costituiscono i criteri di verità delle cose e anche la loro "causa", la rogion d'essere di tutto ciò che esiste. Le idee sono dunque sostanze immutabili e perfette poste in un altro mondo chiamato "iperuranio" ovvero al di la del cielo. Le idee sono un essere, o meglio ciò che Platone considera il vero essere.
 
Le idee costituiscono:
-i criteri di giudizio delle cose
-le cause delle cose
-i modelli delle cose
 
Esse hanno un rapporto con le cose di:
 
- mimesi→ cose imitano le idee (idee=paradigmi o modelli universali della realtà)
 
- metessi → le cose sensibili partecipano in qualche modo della perfezione delle corrispettive idee nel mondo ideale.
 
- parusia → idee nelle cose, il mondo sensibile è un'espressione visibile di quello ideale
 
I miti Platonici

I racconti mitici platonici toccano le questioni fondamentali dell'esistenza umana, come la morte, l'immortalità dell'anima, la conoscenza, l'origine del mondo, e le collegano strettamente ai temi e ai discorsi logico-critici, a cui il filosofo affida il compito di produrre una conoscenza e una rappresentazione vere della realtà.
I miti più conosciuti sono i seguenti:
  • il mito del carro e dell'auriga
  • il mito di Er
  • il mito della caverna
  • il mito di Theut
  • il mito della nascita di Eros
 

lunedì 29 gennaio 2018

Socrate

Socrate visse durante il IV a.c ad Atene, era figlio dello scultore Sofronisco e della levatrice Fenarete.

Partecipò alla vita politica del suo tempo, simpatizzando per i Trenta Tiranni, di cui pure non condivise certi eccessi: ad esempio, quando fu pritano (giudice) non eseguì l'ordine, dato da quelli, di arrestare, per poi giustiziare, Leonte di Salamina; di fisico fortissimo, combatté durante la guerra del Peloponneso, a Potidea e a Delo, dimostrando coraggio.

 
 
Venne condannato a morte perchè accusato di aver corrotto i giovani, di aver commesso blasfemia contro gli dei.
Le sue sue lezioni erano caratterizzate dall'autonomia e dalla libertà, infatti egli usava la sua filosofia per aiutare gli altri a capire da soli cosa è giusto.
Di Socrate non abbiamo testi se non quelli scritti dal suo  discepolo Platone. Egli scriveva i dialoghi del suo maestro senza veramente scriverli. 
Socrate pensava che scrivendo non si scrivesse la verità assoluta.

 


lunedì 8 gennaio 2018

Gorgia

Gorgia nacque a Lentini e sostiene una forma di scetticismo metafisico, dove non esiste nulla di oggettivo

Egli elogia la parola come forza conquistatrice:

  • essere non esiste perché la sue esistenza porterebbe una serie di contraddizioni logiche.
  • se anche esistesse non potremmo conoscerlo perché il pensiero non rispecchia la realtà.
  • se anche fosse conosciuto non potrebbe essere comunicato  attraverso  le parole che hanno natura diversa rispetto le cose.


Protagora
  • Protagora nacque ad Abdera.

  • pensatore più originale del movimento in Grecia. 


l'uomo come individuo singolo: le cose appaiono diverse a seconda dei punti di vista soggettivi
l'uomo come genere umano: le cose appaiono diverse da quelle degli animali
l'uomo come civiltà: le cose sono valutate in modo diverso a seconda elle abitudini e delle condizioni della comunità in cui gli uomini appartengono.

                                                                  ↓
UOMO= CRITERIO DI GIUDIZIO DELLA REALTA' O IRREALTA' DELLE COSE.

Non esiste una legge naturale e universale che stabilisca che cos'è giusto e che cos'è sbagliato.
Non esiste una verità assoluta.

LA PAROLA E LA RETORICA:La parola assume un ruolo fondamentale per raggiungere il consenso.
Protagora afferma che l'utilità comune è la retorica; l'arte di persuadere l'uditore mediante un linguaggio chiaro,semplice e convincente.


METODO DELL'ANTILOGIA:I sofisti addestravano i discepoli al dibattito e alla discussione per saper sostenere le posizioni vantaggiose per la società, facendo sembrare le tesi più forti.

Egli afferma che tutti possiedono la virtù politica e che tutti possano perfezionare con l'educazione.

 
 

I Sofisti    

 

I sofisti possono essere considerati i primi insegnanti a pagamento della storia.
L'esercizio del sapere diventa un mestiere.
"sofista":" sapientissimo 

Essi si muovono in un'ambiente antitradionalista e critico, aperto a discussioni .
 nessuno meglio di loro sapeva esprimere libertà di spirito e attitudine a utilizzare la ragione in tutti gli ambiti.

La nuova virtù era la capacità di vivere in società , di sapere partecipare ai dibattiti, di essere in grado di convincere gli altri della propria idea.

 

 


 

Ippocrate
 
Ipocrite, di Cos, fu il medico più famoso della sua epoca 
e fondò la scuola di medicina di Cos.
L'importanza della sua scuola risiede nel metodo seguito 
per la cura delle malattie, il quale assume prima di tutto 
l'analisi empirica e procede, attraverso l'osservazione dei risultati, 
alla definizione della terapia adeguata.

Il merito principale di questa scuola era quello di non perdere mai di vista la totalità del fenomeno della malattia o della salute.
Il medico doveva tenere conto sia dell'ambiente naturale sia di quello etico-politico.

Importante era la anamnesi, o ricostruzione della storia passata del paziente.
La medicina ippocratica cercava di spiegare e di curare il singolo organo, senza tralasciare il passato e il futuro.
Il tutto doveva avvenire con la collaborazione attiva fra medico e malato. 

La logica Aristotelica Insoddisfatto del “dialogo” usato come sistema di filosofare dal suo maestro Platone, Aristotele osserva che nel di...